Note a margine dal presidio del 14 novembre

Mercoledì 14 novembre 2012, si è svolto, di fronte al Ministero dell’Economia e Finanza, un presidio che è stato partecipato da oltre 300 Lavoratori tra cui una discreta rappresentanza di noi Lazio Service, ed ha ottenuto che una delegazione venisse ricevuta da rappresentanti dell’Ufficio Legislativo dell’Economia.

Nel corso dell’incontro i rappresentanti del Ministero ci hanno comunicato che a tutt’oggi non sono ancora definiti i tempi per l’emissione del D.P.C.M. previsto dal comma 3 dell’art.4 della legge 135/12 (Spending Review) né altri provvedimenti legislativi connessi.

I rappresentanti del Ministero hanno anche dichiarato la propria disponibilità a verificare la possibilità che si definisca un percorso di interlocuzione con i Lavoratori dell’Assemblea prima dell’emanazione dei provvedimenti previsti dall’art. 4 della legge 135/12.

Questa in sintesi sono i risultati ottenuti dal presidio (vai al comunicato), ma c’è dell’altro:

Per pura coincidenza abbiamo incrociato all’uscita del Ministero, il Direttore del Dipartimento Regionale della Programmazione Economica e Sociale, il Dott. Guido Magrini, cui abbiamo rivolto precise domande sul futuro di Lazio Service.

Il dirigente ci ha risposto che non era lì per la questione delle società partecipate, ma ha aggiunto che per quanto riguarda la Regione Lazio, la vicenda di Lazio Service viene considerata come chiusa poiché la documentazione prodotta dell’Ente ( vedi accordo pubblicato sul nostro Blog ) tira fuori la Lazio Service dall’articolo 4 della Spending Review e che dunque non è necessario presentare un piano di riordino al commissario Bondi.

I successivi passaggi, sempre a detta del Dott. Magrini, sono una delibera di Giunta che sarà trasmessa alla Corte dei Conti, immaginiamo per mettere definitivamente anche a livello contabile al sicuro la Lazio Service.

A nostra precisa domanda, se il Governo può impugnare questa manovra della Regione Lazio, ci ha risposto di si, ma che loro si sentono sicuri per via degli studi fatti sulla questione e di autorevoli pareri ricevuti nel merito, e a questo noi aggiungiamo che l’atteggiamento molto vago soprattutto sui tempi del D.c.p.m. avuti dall’ufficio legislativo del MEF, faccia trapelare come il Governo Monti stia mollando la presa sulle società in house, per lasciare probabilmente la patata bollente al prossimo Governo, così almeno ci hanno fatto intendere i rappresentati del Ministero.

Chiaramente siamo molto soddisfatti dell’esito e dai riscontri avuti nella giornata del 14 novembre, ma ciò non ci riassicura del tutto, perché se è vero che tutto sommato l’articolo 4 della legge 135/12, si sta rilevando una grossa bolla di sapone, è anche vero che il tema società partecipate e la loro privatizzazione, è stato posto con forza e purtroppo le cose non si fermeranno qui, basta sentire la dichiarazione del segretario del P.D. Bersani sulle in-house, che le vorrebbe semplicemente chiudere perché “o una cosa è pubblica o una cosa privata“.

Ebbene su quest’ultima considerazione, siamo pienamente d’accordo, infatti, noi siamo in tutto e per tutto cosa pubblica, ora sta a noi lavoratori capire la lezione, festeggiare il probabile scampato pericolo, ma essere consci che il problema è solo rimandato.

Come autorganizzati lazioservice, abbiamo prodotto un dossier sull’internalizzazione per dimostrare che non solo internalizzare è possibile ma che sia stato anche recentemente fatto.

La nostra proposta è quella di presentarci ai prossimi canditati alla presidenza della Regione Lazio, per portare il dossier allegato alle 200 firme raccolte con la petizione on line e chiedere di dare seguito alle nostre richieste una volta entrati nelle stanze del potere, a cui noi andremo a bussare spesso e volentieri.

Oltretutto, è la stessa Regione, ad ammettere che svolgiamo mansioni di interesse pubblico richiamando l’articolo 118 della Costituzione, dunque funzioni tipiche del dipendente pubblico, dunque o l’Ente ha preso un abbaglio oppure di fatto ci internalizza senza l’internalizzazione.

Chiaramente aspettiamo il contenuto del D.G.R., ma se questo ricalca l’accordo, non ci può bastare noi vogliamo una vera internalizzazione, perché tra le righe del s.d. accordo si capisce che la Regione Lazio la mandiamo avanti noi con il nostro lavoro, cosa che fino a pochi mesi fa era vietato anche dirlo ed ora lo scrivono loro.

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