Un passo avanti e due indietro verso la nuova società

Prosegue il travagliato percorso di avvicinamento verso la fusione con Lait. Negli ultimi mesi si sono susseguiti gli incontri tra Regione Lazio e gli amministratori delle due società. Da quello che abbiamo capito i rapporti tra Massimiliano Raffa (LS) e Loriga (Lait) non sono dei migliori: difficile mettersi d’accordo quando si è in due per la stessa poltrona!

Alcuni elementi indeboliscono la posizione della nostra società, a partire dal fatto che il nostro amministratore unico è ancora fresco di nomina e poco avvezzo agli ambienti politici, mentre quello di Lait è già in carica da due anni e già prima lavorava per Zingaretti alla Provincia.

Inoltre Loriga può contare sul supporto dei suoi dirigenti, mentre riguardo ai nostri sappiamo bene la fine che hanno fatto! Lo stesso dicasi per i sindacati: l’amministratore unico di Lait si è posto il problema di coinvolgere le Rappresentanze Sindacali Unitarie ed ha ottenuto il loro supporto. Cosa del resto che da noi è impossibile poichè non abbiamo le RSU, ma le RSA (se non conoscete la differenza andate a vedere sulla nostra pagina Auto Tutela).

Questa differenza porrà un ulteriore problema in fase di fusione, poichè i sindacati Lait avranno titolo per sedersi al tavolo delle trattative, mentre i nostri purtroppo no… e ancora una volta a rappresentare i lavoratori Lazio Service saranno (ex) dirigenti regionali, politici, sindacalisti della sanità etc. etc. Perchè i nostri sindacalisti non vogliono essere una vera rappresentanza sindacale con poteri reali? Semplice, non sono loro a volerlo ma sono proprio quelli che firmano gli accordi al posto loro!

Infine veniamo a vedere quello che succede dentro gli uffici di Lazio Service: la settimana scorsa è stato varato l’ennesimo organigramma (vedi qui). La differenza principale è nel coordinamento dei servizi: la posizione dei “project manager” (ora retrocessi a progettisti) che erano stati selezionati nei mesi scorsi è stata profondamente ridimensionata. L’iniziativa di Raffa aveva dato speranza a molti colleghi: finalmente le posizioni venivano assegnate in maniera trasparente e non in base a criteri di appartenenza politica… Purtroppo l’esperimento sembra che debba essere abortito prima ancora che abbia dato i suoi frutti: i vecchi metodi sono duri a morire ed il permanere di Massimiliano Marcucci in azienda (nonostante la ricca buonuscita) e l’influenza che questo sembra esercitare sul nuovo amministratore unico non lasciano ben sperare per il futuro.

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