Accorpamento, messa la prima pietra

AGGIORNAMENTO: Il tavolo sindacale tra Regione, Lait e Lazio Service è stato rinviato a data da destinarsi.

Dopo mesi di assordante silenzio, la Giunta Zingaretti ha improvvisamente ed a quanto pare nella sorpresa generale, dato una decisa accelerazione al processo di accorpamento tra Lazio Service e LAit, inserendo nella partita anche l’ASAP. Il Decreto del Presidente n. T00060 del 21 aprile 2015 (scarica qui), tra le varie voci, tratta anche la futura fusione delle tre società regionali (paragrafo 4.3.6 pag.30).

Senza troppi giri di parole, andiamo subito a commentare cosa ci convince e cosa no. Di sicuro, troviamo positivo il fatto che viene testualmente citato l’articolo 1, comma 78, della legge regionale 18 settembre 2006, n.10 (Assestamento del bilancio di previsione della regione Lazio per l’anno finanziario 2006) quello in cui c’è scritto che “Lazio Service svolge, per conto dell’amministrazione regionale, attività connesse all’esercizio di funzioni amministrative di cui all’articolo 118 della Costituzione, nonché attività e servizi a supporto delle stesse”; per cui vogliamo sperare che la futura azienda conserverà nel proprio Statuto le suddette funzioni amministrative, a cui si aggiungeranno le attività di gestione del Sistema Informativo Regionale, attualmente svolte da LAit e l’attività sulla formazione svolta dall’ASAP.

A questo punto, ci teniamo a ribadirlo, solo mettendo nero su bianco la natura “pubblica” della nuova società potremmo stare relativamente tranquilli e al riparo da future manovre di dismissione o liquidazione delle società in house. Un altro elemento nel Decreto che giudichiamo favorevolmente è:  “la scelta tra le possibili alternative di accorpamento dovrà garantire la continuità operativa e funzionale delle attività di entrambe le società coinvolte e la piena salvaguardia dei livelli occupazionali, nel rispetto della normativa statale vigente, incluse le tutele di cui all’articolo 2112 commi primo e terzo del codice civile, previste dalla legge n.147/2013, nonché le previsioni di cui all’articolo 3 della legge n.244/2007″; dunque sul mantenimento dei posti di lavoro non sembra esserci nulla da temere.

Passiamo ora a cosa non ci convince: tra i vari articoli di giornale dove la Giunta commenta il proprio operato ce n’è saltato agli occhi uno apparso sul Corriere della Sera, nel quale si entra nel merito dell’iter del provvedimento. Citiamo testualmente:

“Ora – ha spiegato Zingaretti – attendiamo che la Corte dei Conti ci restituisca il testo di lavoro, illustreremo in commissione i nostri obiettivi strategici, raccogliendo anche i suggerimenti del Consiglio ma il nostro obiettivo è chiudere tutto entro dicembre perché bisogna cambiare e risparmiare. Quindi, per andare avanti utilizzeremo lo strumento del decreto. Con il Piano la Regione avrà una società per ciascuno dei quattro settori strategici e cioè sviluppo economico, sistemi informativi e funzioni amministrative, trasporto pubblico locale e mobilità…”.

Sembra fin troppo chiaro, che la Giunta vuole procedere per conto suo, saltando ogni forma di controllo e mediazione da parte sia delle forze politiche di opposizione, sia con le parti sociali coinvolte e questo sinceramente non ci piace.

Pur sperando che la newco nasca “solida” e che i giusti obiettivi di risparmio indicati nel Decreto sia raggiunti a pieno, senza toccare i livelli salariali, c’è da definire la questione non certo secondaria per noi dell’armonizzazione tra i CCNL Federculture e Metalmeccanico con un eventuale terzo CCNL.

Intanto finalmente è stato convocato per il 7 Maggio presso l’ufficio relazioni sindacali della Regione il tavolo sindacale sulle problematiche del personale di Lait e Lazio Service (vedi qui).

Tante le questioni che stanno sul tavolo: il riconoscimento delle mansioni effettivamente svolte presso gli uffici regionali, il corretto inquadramento salariale ed il conseguente mansionamento, una maggiore trasparenza sull’assegnazione degli incarichi aziendali e la possibilità di soddisfare le proprie legittime aspettative lavorative, in base ai titoli di studio ed esperienza maturata, e non in base alle “simpatie”, ma soprattutto la FONDAMENTALE  questione dell’armonizzazione, cioè il trasportare l’inquadramento ed il relativo livello salariale dal Federculture ad un nuovo contratto.

E qui torniamo, per l’ennesima volta sul tema della rappresentanza dei lavoratori e lavoratrici; i colleghi di LAit hanno una RSU eletta, fanno assemblee di tutto il personale, hanno una convergenza di fondo tra lavoratori e dirigenza, e noi di Lazio Service? Sappiate che a qualsiasi tavolo sindacale una RSU (come quella di Lait) ha il potere di firma sugli accordi, al contrario la nostra RSA non ha questo potere e gli accordi per la parte dei lavoratori di Lazio Service saranno firmati da responsabili indicati dalle segreterie regionali sindacali.

Non ci vogliamo ripetere, non serve, urge però andare immediatamente ad eleggere una Rappresentanza Sindacale che sia legittimata dai lavoratori e che ad essi risponda; l’operazione di accorpamento almeno negli intenti sarà chiusa entro il 2015, dunque i tempi tecnici per indire le elezioni ci sono eccome.

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9 thoughts on “Accorpamento, messa la prima pietra

  1. una domanda per tutti i colleghi e colleghe, ma ci sta bene cha al tavolo delle trattative a rappresentare i lavoratori Lazio Service di siano i Sigg, Remo Coniglio e Carlo Ambrosini?

    • Emerge dalla lettura del Decreto anche un’altra informazione: verrà affidato ad un soggetto terzo la predisposizione di uno studio di fattibilità, sulla scorta di quanto già visto con Lazio Innova: la società in questione è la Deloitte. Il nodo del contratto è nelle mani dell’azionista ovvero si sceglierà la soluzione più conveniente o comunque compatibile con le esigenze della Regione. Se fossimo internalizzati, il contratto Stato-Enti Locali sarebbe la scelta più coerente. Ma non lo siamo e risulterebbe un’ipotesi che comporterebbe un maggiore esborso. Anche l’idea di ‘livellare’ i parametri retributivi tra le tre società con l’adozione di un contratto in comune potrebbe creare problemi: secondo voi verrebbero con ogni probabilità intaccati gli stipendi dei dipendenti Lait/Asap per ‘redistribuire’ l’avanzo a favore dei dipendenti Lazioservice? E’ un’ipotesi personale ma una prospettiva realistica, in quanto non si dovrebbero togliere diritti ormai acquisiti è che verrà creato un solo contenitore con un’unica struttura di comando e controllo e all’interno tre ‘branche’ o ‘divisioni’ distinte, ciascuna con il proprio organigramma interno ed ognuna terrà il proprio contratto originario. Lazioservice se volesse potrebbe giocare un ruolo di leadership in sede di rinnovo del contratto nazionale Federculture, in quanto è la società più grande e potrebbe farlo pesare assumendo un ruolo capofila.

  2. E con quale mandato queste persone rappresentano i Lavoratori di LazioService S.p.A.?
    Perchè al Tavolo non è stata inviatata l’unica Associazione che dal 2012 informa i Lavoratori senza distinzioni politiche o sindacali?
    LE / I RAPPRESENTANTI DI AUTORG2012 DEVONO ESSERE INVITATE / I AL TAVOLO DEL 7 MAGGIO!

    • I nostri sindacalisti avrebbero dovuto indire una assemblea del personale e nella assemblea avremmo dovuto votare per eleggere una rappresentanza da mandare al tavolo…
      Dopodichè secondo noi il tavolo sindacale del 7 Maggio è solo un contentino, li non verrà presa nessuna decisione!

      • Perchè non “bombardiamo” mail i referenti dei sindacati per chiedere un’assemblea del personale? Occorerebbe far girare un testo così che tutti coloro che sono d’accordo possano inviarlo “copia incolla” alle rappresentanze sindacali.. si può fare?

  3. in risposta a loan, propongo, un nostro vecchio post:

    Assemblea del personale? Si grazie!

    Il nostro contratto prevede 12 ore l’anno per le assemblee sindacali eppure sono anni che non si svolgono assemblee aperte al personale: perchè i nostri sindacati CGIL, CISL, UIL ed UGL ci stanno negando un diritto così importante? Il diritto ad essere informati ed organizzati!?!

    Siamo un azienda di 1.400 persone: siamo passati attraverso la spending-review che voleva eliminare le società in-house, siamo passati per un taglio di bilancio del 25%, siamo passati attraverso una stagione di scandali senza precedenti, c’è stata una pioggia di lettere di richiamo per ritardi di 30 secondi sull’orario di ingresso, adesso siamo molto vicini alla trasformazione e alla conseguente nascita di una “nuova” Lazio Service, ma di assemblee del personale neanche l’ombra.

    Ricordiamo a tutti che la titolarità di indire l’assemblea rimane in capo alla/e RSA e quindi è esclusivamente loro responsabilità se non sono state svolte fino ad ora.

    per un assemblea sindacale aperta al tutto il personale!!!!!!

  4. Pingback: Dopo la prima pietra, ecco la seconda | AUTORGANIZZATI LAZIO SERVICE

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