Accorpamento atto terzo

Riceviamo e pubblichiamo lo schema di deliberazione che dà attuazione all’art.5 della Legge Regionale n. 12/14. Nella deliberazione vengono indicate le modalità della fusione delle due società, che avverrà per unione in una nuova società (e non per incorporazione di una nell’altra). Questo lascia aperta la questione di quale contratto nazionale sarà applicato ai lavoratori della nuova società. Viene poi dato mandato ai vertici delle due società di attuare le operazioni di fusione.

Scarica qui il testo del provvedimento.

Possiamo affermare, che dopo la scontata approvazione di questa proposta, da parte della Commissione Bilancio del Consiglio Regionale; questa deliberazione è un ulteriore azione preliminare verso la nascita della nuova società.
Invitiamo, come sempre, tutti e tutte ad una attenta lettura; per quanto ci riguarda il passaggio che ci ha interessato di più è il seguente:

  • La fusione per incorporazione comporterebbe la possibilità di applicare a tutti i lavoratori il CCNL della società incorporante anche se più sfavorevole rispetto a quello applicato dalla società incorporata.
  • La fusione per unione, nel rispetto del principio di coerenza tra contratto scelto e attività esercitata, consentirebbe, in via interpretativa, una flessibilità nella scelta del CCNL applicabile alla “nuova” società risultante dalla fusione.
  • Al riguardo, sarà altresì importante focalizzare l’attenzione sulla tipologia di attività economica svolta dal nuovo soggetto giuridico; la procedura di consultazione sindacale può rappresentare la sede idonea per prospettare anche la modifica del CCNL di riferimento.

A questa conclusione si arriva dopo uno studio commissionato dalla LAit, senza volere entrare nel merito ci piacerebbe sapere anche il punto di vista della dirigenza Lazio Service.

Continuando a leggere il testo del provvedimento troviamo scritto:

Le scelte in materia di CCNL da applicare alla nuova società potranno essere compiute solo dopo le necessarie procedure di consultazione con i sindacati, da attivarsi con il supporto delle competenti strutture dell’amministrazione regionale.

Purtroppo ci dobbiamo ripetere: ma su un tema così importante, un’assemblea sindacale proprio no? Eleggere i nostri rappresentanti da mandare al tavolo di trattativa è un’utopia?

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14 thoughts on “Accorpamento atto terzo

  1. Scusate,volevo solo un chiarimento riguardo all’articolo,nel link che avete pubblicato ci sono anche delle delibere,tra cui la scelta della fusione per unione..ho compreso male io?

    • ciao, la direzione Bilancio ha dato mandato alla due società di incaricare un soggetto terzo per uno studio sui costi/benefici e la migliore forma giuridica per l’accorpamento.

      la conclusione è stata, ovviamente quella di creare un nuovo soggetto giuridico, per potere così scegliere, dopo consultazione con i sindacati, un nuovo CCNL che si adatti alla finalità della nuova azienda.

  2. Buongiorno a tutti. Probabilmente il CCNL scelto non sarà quello di Federculture perchè penalizzerebbe troppo i nostri colleghi di LAIT.
    Possiamo però chiedere di ricevere una indennità del contratto Federculture scaduto il 31.12.2009 o almeno intavolare una discussione con la Lazio Service per farci riconoscere attraverso una unatantum i soldi che si sono persi negli anni per il mancato rinnovo?
    Solitamente ad ogni rinnovo di contratto viene ricosciuta al lavoratore una indennità commisurata al periodo di contartto scaduto. Nel nostro caso questi soldi cambiando contratto andrebbero persi.

    • ciao, temo che se il CCNL Federculture, non viene rinnovato a breve, perderemo i benefici di un rinnovo postumo, del resto nel 2007 quando passammo dal Metalmeccanico al Federculture, perdemmo per pochi mesi l’aumento dei salari minimi tabellari del metalmeccanico.

      Ci sono già delle ipotesi di quale CCNL verrà proposto?

  3. ciao, scusate ma ho un dubbio, diciamo che ad oggi non rientriamo nelle nuove norme sul lavoro (cancellazione artico 18) ma con la nascita della nuova società quale sarà la procedura per noi dipendenti ?con licenziamento e riassunzione andremmo a perdere molti dei nostri diritti, oppure sarà un semplice assorbimento del personale?

    • cito testualmente lo schema di deliberazione: “l’operazione di fusione non costituisce, di per sé, motivo di licenziamento e i lavoratori mantengono tutti i diritti derivanti dal pregresso rapporto di lavoro”

  4. Un’ipotesi ricorrente è quella di adottare il contratto Regioni Enti Locali e di nuovo Federculture. Sembra accantonato quello relativo al Commercio. Per i rinnovi contrattuali nel settore statale, da cui a cascata discendono tutti gli altri rinnovi a livello locale, si dovrà vedere cosa deciderà la Corte Costituzionale in merito alla legittimità del blocco ed a come verrà recepita ed applicata dal governo ( l’esempio è la sentenza sulla mancata indicizzazione delle pensioni ). In altre parole dipenderà da cosa verrà deciso in sede di legge di stabilità, previa approvazione di Bruxelles. Il DEF pluriennale prevede il blocco dei contratti fino al 2020, i vincoli europei rapporto deficit PIL , avanzo primario ed applicazione del Fiscal Compact dal 2017 non permettono margini di manovra. Se continuerà il blocco dei rinnovi a livello centrale e non vengono garantiti stanziamenti, potremmo dimenticarci ogni tipo di rinnovo a livello locale. Per il contratto Enti Locali la scelta dipenderà dalla Regione, se sarà più costoso rispetto alla situazione attuale e calcolare quanto. Inoltre c’è il tema del salario accessorio e le pressioni per cercare di abolirlo o ridurlo ( un esempio quanto sta avvenendo on i dipendenti del Comune di Roma ).

  5. Il contratto Enti Locali non piace alla Regione: si sentirebbero defraudati 😮
    Il contratto Metalmeccanici non è adeguato per noi.
    Ai salcicciari dei piani alti piace il contratto del Commercio, chissà perché??
    Alla fine resterà Federculture e ci sarà pure andata bene!

    • Più che altro con l’internalizzazione la Regione ci guadagnerebbe e anche noi: dimezzerebbe le spese per mantenere in piedi società di servizi e con Enti Locali avremmo un contratto coerente con il lavoro che si svolge. Così Enti Locali diventerebbe un risparmio per la Regione ed un vantaggio per noi. Mantenendo società separate l’onere aumenterebbe del 50%. Penso anche io che ognuno si terrà il suo contratto, senza rinnovi o miglioramenti. Ma le norme attuali lo consentono?

      • Se l’imprenditore esercita distinte attività aventi carattere autonomo, si applicano ai rispettivi rapporti di lavoro le norme dei contratti collettivi corrispondenti alle singole attività (art.2070 c.c.).
        Teoricamente la possibilità c’è, resta da vedere cosa sarà scritto sullo statuto della nuova società…

  6. Le ultime notizie relative alla revisione degli inquadramenti non sono tranquillizzanti. La fase di transizione dalla ”vecchia” alla ”nuova” ( si fa per dire ) società potrebbe portare come risultato che PRIMA della fusione per chi ha un certo tipo di responsabilità potrebbe essere possibile fare un salto di qualità e trarre miglioramenti professionali ed economici da questo passaggio in termini di inquadramento. E tutti gli altri dipendenti?
    Seconda considerazione: si sta procedendo con una riorganizzazione interna che si sta sviluppando in via preliminare alla fusione vera e propria. Tale processo sta determinando un nuovo organigramma, la distribuzione di posizioni in vari ambiti e la creazione di strutture e articolazioni applicando un principio di ”autonomia” aziendale. Vista l’impronta ‘manageriale’ in base agli elementi disponibili non è irrealistico ipotizzare che per alcune strutture potrebbe valere la programmazione legata al raggiungimento degli obiettivi con budget autonomo da gestire e relativo ‘premio’ non comparabile con quello di un ‘semplice’ dipendente. Ad oggi le cose sembrano andare avanti, senza un reale coinvolgimento e partecipazione prima di tutto dei lavoratori e poi delle sigle sindacali e si comunica dopo aver preso le decisioni. E senza la possibilità/volontà e capacità di farsi ascoltare e soprattutto incidere sul futuro.

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