Alcune riflessioni sull’indizione delle RSU.

E’ curioso stare a guardare come si “organizzano” coloro che si propongono a noi lavoratori come la “nuova” RSU. La cosa sorprendente è che già da ora si intuisce in che modo agiranno se saranno votati ed eletti.

Ma andiamo ad analizzare i fatti.

Il 7 settembre 2015 ci arriva tramite posta elettronica aziendale una mail che ci informa della prossima elezione delle RSU aziendali. Dopo più di dieci anni! Un evento veramente sensazionale per la nostra azienda. Andiamo ad aprire l’allegato e…. la lettera è datata 29 luglio 2015!!! La cosa interessante è che tutto questo non ci sorprende perché già c’eravamo accorti che qualche cosa non andava. Infatti alcuni di noi sapevano di questa elezione perché i nostri cari colleghi candidati non solo erano già venuti a bussare alla nostra porta per chiedere il voto, ma avevano anche pubblicato sui loro canali dedicati l’annuncio delle prossime elezioni (annunci che attualmente sembrano essere scomparsi, ma che noi abbiamo salvato e che vi alleghiamo al post*). Tutto questo è avvenuto molto prima della comunicazione di cui abbiamo parlato all’inizio, cosa che è di per sé estremamente scorretta. Chissà che questo lasso di tempo così ampio non l’abbiano deciso apposta a tavolino per avvantaggiarsi sugli altri. Infatti, secondo l’accordo interconfederale CISPEL – CGIL CISL UIL del 29 settembre 1994 (vedi qui ), alla sezione “Regolamento per la elezione delle RSU” al punto 4, è previsto che possano partecipare non solo le sigle firmatarie di contratto (CGIL CISL UIL), ma anche  associazioni sindacali formalmente costituite con un proprio statuto ed atto costitutivo. Questo fa agevolmente intuire che queste ultime non avrebbero mai potuto cominciare a fare campagna elettorale prima della e-mail inviataci dall’azienda, come hanno fatto le sigle firmatarie di contratto, svantaggiando evidentemente quelli che potenzialmente sono “nuovi” candidati. La presentazione delle nuove liste infatti prevede un iter ben preciso che termina con l’affissione delle liste da parte della commissione elettorale (che ancora non si è riunita), secondo sempre l’accordo alla sezione “Regolamento per la elezione delle RSU” punto 7. Ed anche qui i “NOSTRI” hanno compiuto delle scorrettezze.

Infine una riflessione su chi si fa portatore dei diritti dei lavoratori e che quindi dovrebbe sostenerli TUTTI. Abbiamo rilevato in questo periodo numerosi commenti critici sulla questione dei livelli dati ai 18 lavoratori “di staff” dell’Amministratore Unico, da parte delle RSA attualmente in carica. Anche noi ci siamo interrogati sulla correttezza di questa operazione, ma non abbiamo mai attaccato i colleghi oggetto della “promozione”. Infatti anche una interrogazione ( vedi qui ) fatta durante una seduta del Consiglio Regionale accusa l’azienda di avere meccanismi clientelari. Ci chiediamo dunque, se questa cosa fosse vera, cosa hanno fatto le sigle sindacali coinvolte fino ad ora? Dove sono state? Non erano presenti in azienda a “difendere i diritti” di tutti noi lavoratori contro la SCORRETTEZZA ed il MALAFFARE? Oppure, forse, erano coinvolti in questi meccanismi, ed ora che non hanno più “voce in capitolo” battono i piedi? Del resto durante la loro “campagna elettorale” sappiamo per certo che già hanno cominciato con le solite promesse ai colleghi, assicurando un non meglio precisato sostegno.

Lasciamo a voi che ci leggete le conclusioni. Noi aggiungiamo solo che dal nostro punto di vista, “alcuni” non potevano farsi campagna elettorale peggiore di questa. Del resto, probabilmente, si sono mostrati per come sono. E per come sono sempre stati.

*coniglietti

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Assemblea del personale? Si grazie!

Il nostro contratto prevede 12 ore l’anno per le assemblee sindacali eppure sono anni che non si svolgono assemblee aperte al personale: perchè i nostri sindacati CGIL, CISL e UIL ci stanno negando un diritto così importante? Il diritto ad essere informati ed organizzati!?!

Siamo un azienda di 1.500 persone: siamo passati attraverso la spending-review che voleva eliminare le società in-house, siamo passati per un taglio di bilancio del 25%, siamo passati attraverso una stagione di scandali senza precedenti, c’è stata una pioggia di lettere di richiamo per ritardi di 30 secondi sull’orario di ingresso, adesso addirittura si preannuncia la trasformazione e la chiusura di Lazio Service, ma di assemblee del personale neanche l’ombra.

Ricordiamo a tutti che la titolarità di indire l’assemblea rimane in capo alla/e RSA e quindi è esclusivamente loro responsabilità se non sono state svolte fino ad ora.

per un assemblea sindacale2_autorg2012

Non succede, ma se succede …so’ cavoli amari!

AGGIORNAMENTO:
Il consigliere regionale Fabrizio Santori chiede al presidente della Regione Lazio chiarimenti sul budget di Lazio Service:
SPENDING REVIEW, SANTORI: SU LAZIO SERVICE ZINGARETTI DA I NUMERI


Anche questo mese abbiamo percepito il nostro stipendio, eppure i soldi sul capitolo di spesa per la Lazio Service sono esauriti e non risultano rifinanziamenti del capitolo stesso.

Da dove vengono i soldi?

Le solite voci di corridoio paventano ipotesi inquietanti, quanto poco edificanti per tutti noi se fossero vere; di sicuro si è andati a “raschiare” da un altro capitolo di spesa con disponibilità di cassa.

Sappiamo che molti tra di noi semplicemente pensano:

“a me interessa avere lo stipendio, il resto non sono affari miei”

Sia chiaro, anche a noi interessa percepire lo stipendio mensile, né ci piace fare la parte dell’uccello del malaugurio, ma i fatti sono fatti e non si può fare finta di nulla, né si doveva arrivare a questo punto, bisognava almeno per una volta alzare la voce e pretendere spiegazioni in merito alle reali intenzioni di questa Giunta sulla Lazio Service, altro che accontentarsi di: “l’IVA non si paga”.

Tanto per essere più chiari, i risparmi sulle società partecipate sventolati dalla Giunta Zingaretti alla stampa sono, per quel che ci riguarda, mera propaganda, visto che si taglia da una parte per recuperare dall’altra, mantenendo se non addirittura aumentando i costi e gli sprechi.

Noi siamo più che favorevoli al taglio dei costi e degli sprechi e infatti abbiamo sempre posto come soluzione quella di INTERNALIZZARE PER RISPARMIARE, ma nessuno, tra quelli che prendono le decisioni, ci ha voluto sentire.

Bene: siamo arrivati al punto che o si va oltre gli annunci e si fanno azioni concrete, oppure se non si rifinanzia il capitolo di spesa si dovranno tagliare i costi e temiamo ANCHE METTENDO IL PERSONALE IN ESUBERO e questo perché operazioni per coprire le spese di mantenimento della Lazio Service con soldi che nel bilancio regionale dovrebbero servire a tutt’altro, non si potranno più fare per via di ulteriori tagli previsti da parte del Governo ai bilanci regionali e soprattutto per l’attuazione di più stringenti leggi sul patto di stabilità.

Se veramente questa Giunta vuole procedere con l’accorpamento tra Lazio Service e Lait, lo faccia subito e con atti concreti! Cominci superando l’opposizione dei dirigenti che non vogliono perdere la poltrona e tagliando gli innumerevoli sprechi e privilegi che ci sono, inutile negarlo, in entrambe le società.

P.S. se vi capita di sentire dei rumori sinistri nei corridoi delle sedi regionali, non preoccupatevi: sono i fantasmi dei sindacalisti che cercano di dare segni della loro esistenza!

halloween

Il capitolo per finanziare le spese di gestione di Lazio Service è esaurito

A quanto pare la “questione IVA” si è risolta com’era ampiamente prevedibile ed i nostri dubbi (vedi qui il nostro dossier) si sono rilevati più che fondati.
L’IVA si deve pagare e ciò in termini contabili crea una situazione di notevole difficoltà economica, che potrebbe addirittura mettere in dubbio la continuità aziendale della Lazio Service, infatti il capitolo (C21503) per finanziare le spese di gestione di Lazio Service  è esaurito.

Ma ricapitoliamo brevemente la situazione: la Lazio Service costa circa € 70 milioni  l’anno, mentre nel bilancio regionale ne sono stati stanziati solo 47, poichè, ci venne raccontato, non si doveva più pagare l’IVA, i costi delle sedi aziendali sarebbero stati imputati direttamente alla Regione e altri risparmi sarebbero stati ottenuti attraverso una revisione interna delle spese ed un nuovo contratto di servizio. Ovviamente nulla di ciò che poteva e doveva essere fatto per contenere i costi è stato poi fatto e quindi la Regione si trova oggi costretta ad impegnare (vedi la det. n. G11858 di Agosto) circa € 6,5 milioni su di un capitolo ausiliario (C21907) per finanziare “in emergenza” le attività della Lazio Service.

Gli importi stanziati al momento bastano appena per pagare gli stipendi di Settembre, ma già per il mese prossimo saranno necessari ulteriori stanziamenti e secondo i nostri calcoli servono almeno altri 15 milioni di Euro per arrivare a fine anno. Come se non bastasse sono già ampiamente passati i termini previsti dalla legge n.147/2014 (vedi qui) per adeguare il nostro statuto e rinegoziare il contratto di servizio, ma a tuttoggi sembra che fra Regione e Lazio Service il dialogo sia interrotto.

Ci piacerebbe che almeno per una volta le varie Rappresentanze Sindacali, dessero un segno di vita, magari cominciando dal commentare il fatto che sulla “questione IVA” loro non avevano capito un bel niente e che all’11 agosto 2014, le casse della nostra azienda erano vuote e che a Ottobre prossimo, se non ci saranno successivi rifinanziamenti, le casse torneranno ad essere desolantemente vuote!

da un volantino dell’UGL del 10/01/2014:
“Il problema è risolto nei fatti: la Regione Lazio intende superare il pagamento dell’IVA sul fatturato Lazio Service ed il “taglio” si riferisce esclusivamente a quello”

dal nostro dossier “La questione dell’IVA” del 16/01/2014
“appare evidente che la parola conclusiva sull’argomento non è ancora stata detta, tutt’altro quindi che ‘risolto nei fatti’ come trovato scritto in un recente comunicato sindacale”

Il nostro stipendio

AGGIORNAMENTO: Disponibile qui un comunicato sindacale congiunto nel quale viene chiesto un incontro a Zingaretti per chiarire la vicenda. Qui invece un comunicato del direttore del personale. Restiamo insoddisfatti dalle dichiarazioni di sindacati e azienda. Nessuno dei due infatti fa riferimento ai reali motivi di questo ritardo nei pagamenti che da quanto abbiamo capito noi sarebbe da ascrivere al pesante taglio operato da Zingaretti nel bilancio di Lazio Service. Del resto il taglio al bilancio esiste ed è sotto gli occhi di tutti e nessuno fino ad ora ci ha spiegato dove calerà la mannaia!!

Invitiamo il direttore del personale Tonino D’Annibale a fare chiarezza a proposito dei nostri stipendi. Non vogliamo lanciare allarmi o incolpare la dirigenza di essersi disinteressata della faccenda fino al giorno 27. Non vogliamo neanche accusare i sindacati di inerzia nonostante questi non abbiano proferito parola fino ad oggi.
Vogliamo solo ribadire che:
http://www.youtube.com/watch?v=0fLK12J-tk4&autoplay=1&loop=1&rel=0

Incontro tra sindacati e azienda

Oggi si è svolto un incontro tra le organizzazioni sindacali e Lazio Service, all’ordine del giorno la questione del contratto integrativo aziendale, rispetto al quale i sindacati, entro una settimana, presenteranno una bozza di discussione. L’azienda ha poi presentato una bozza di regolamento interno, che però non è stata al momento sottoscritta dalle organizzazioni sindacali.

Accordo Sindacale e polemiche

Riceviamo solo ora e pubblichiamo il testo di un accordo sindacale, siglato il 22 Novembre dall’Assessore al Bilancio Stefano Cetica e dai segretari confederali di tre sindacati (CGIL, CISL e UGL). A breve sembra che sia in programma un assemblea sindacale.

Contestualmente è uscito uno scoop sul sito affaritaliani.it che denuncia l’accordo stesso e l’atto di giunta che lo ratifica, che contiene accanto a opinioni generiche sulla burocrazia e la corruzione una analisi piuttosto disinformata e sciatta della nostra società, lasciamo al buon gusto dei lettori qualsiasi commento!

Riguardo all’assemblea sindacale, speriamo che sia la volta buona!